Descrizione
In secondo luogo rappresentano un antico esempio del delicato e mai risolto rapporto tra le attività umane e l’ambiente: un rapporto che di rado si stabilisce nei termini della correttezza, ma piuttosto in quelli dello sfruttamento incondizionato.
La calchera rappresenta un esempio di grande perizia costruttiva basata su regole empiriche tramandate di generazione in generazione. Come ultimo e non meno importante è l’aspetto della memoria: infatti sono sempre meno le persone al giorno d’oggi che possono parlarci di questo e delle attività annesse. La produzione della calce con i sistemi tradizionali è un lavoro che ormai rischia di essere dimenticato, e con esso una parte del nostro passato.
FORMA E STRUTTURA DELLA CALCHERA TRADIZIONALE
La “calchera“ di tipo tradizionale per la cottura della pietra calcarea è una struttura circolare a botte in pietra, costruita normalmente in un terrapieno di dimensioni variabili di 3,5/6 mt. di diametro e 4-7 mt. di altezza. La costruzione in terrapieno aveva una duplice funzione: da una parte facilitava la costruzione delle murature verticali, che potevano essere parzialmente appoggiate; dall’altra soddisfaceva l'esigenza di avere un pendio di accesso all’apertura superiore della calchera.
Gli elementi strutturali di una calchera sono costituiti:
-dalla muratura portante, eseguita in pietre che avevano una certa resistenza al fuoco;
-dalla banchina posta al livello della soglia di ingresso, che fungeva come supporto per la costruzione della volta;
-dalla porta di ingresso larga 1 e alta 2mt., con architrave esterna in legno o pietra.
MATERIALI USATI PER LA REALIZZAZIONE DELLA CALCHERA
I materiali utilizzati per la costruzione di questo tipo di complesso possono essere rappresentati in due gruppi: rocce calcaree - dolomitiche e rocce di deposito morenico (granito-porfido-metamorfiti).
Nella zona di Drena e Braila, sulle otto calcaree presenti, tre sono prevalentemente calcaree e cinque in morenico con prevalenza di rocce porfiriche e qualche metamorfica.