Tornanti di Malga Campo

La strada che parte dalla Val Loèra di fronte alla località Ca Brusàa e arriva fino Malga Campo (m 1.383), si snoda per 8 Km e 16 tornanti ognuno dei quali è stato numerato e denominato rendendola unica per questa sua peculiarità. Per spiegare come sia nata questa particolare idea, riportiamo il racconto di Gino Bombardelli classe 1926, tratto da un’intervista fatta da Paola Carisi nel settembre 2013.

© Sindaco - Comune di Drena

Descrizione

Bellezze naturali

“La costruzione della strada è stata avviata negli anni 1969, ‘70 e ’71 e fino a quel momento l’unica strada che portava allo Stivo, era quella costruita dai prigionieri Russi e che era stata ultimata nell'estate del 1918, con la fine della guerra. Si è trattato di un duro lavoro, visto che al tempo non c’erano grandi tecnologie, fatto a colpi di piccone a volte aiutati della forza delle ruspe: si dovevano abbattere tanti alberi, c’era da spianare la strada, da mettere i tubi drenanti per salvare la strada dall'acqua. A dirigere i lavori c’era Secondo Chiarani custode forestale, Nino Michelotti, che abitava al Maso Michelotti, azionava la ruspa e poi c’ero io che mettevo tutta la mia passione per il lavoro insieme a tanti altri. Durante i lavori è subentrato Romano Perini di Drena, socio di Nino, titolari della ditta di scavi esecutrice dei lavori. I lavori furono pagati dal Comune di Drena e dalla Forestale. Nel 1970 mi venne un’ispirazione e battezzai il primo sasso con il nome “Tornante delle Fratte” (attualmente il quarto tornante), usai del colore rosso e lo feci di nascosto da Secondo. I miei compagni di lavoro risero tutti, ma quando Secondo arrivò era un po’ seccato e mi disse che non c’era tempo per giocare. Poi però, Secondo s’innamorò dell’idea e man mano che nello scavo si trovavano dei sassi grandi, li faceva sistemare con la ruspa nei vari tornanti. Così io con il pennello tinto di rosso e la mia fantasia, li ho nominati uno ad uno assegnando a ogni tornante, un nome con un senso, collegato alla storia di quel pezzo di strada.

1. DEIRUSSI- nel periodo frail 1916 e il 1918 circa, c’erano circa 300 prigionieri russi sorvegliati dalle guardie tedesche. Alloggiavano in alcune case sparse al Luch, nella prima del Maso Michelotti e nella casa della famiglia Nardelli. Hanno lavorato alla strada che portava allo Stivo. Questo tornante è in loro ricordo, anche perché sotto l’attuale strada ci sono i resti di un muretto fatto dai Russi.

2. MARIANNA- Marianna e la figlia Gerbina abitavano alla Cà Brusàa, in condizioni di estrema povertà. Mio nonno, che si chiamava Damaso, classe 1855, in un duro inverno, passando fuori dalla loro casa, trovò la Marianna morta sulle ginocchia della figlia Gerbina, vecchia anche quella. Allora mio nonno tornò ai Michelotti a chiedere aiuto e lì trovò  Daniele che abitava nella casa a sinistra. Sono anda- ti a prenderle con la slitta e le hanno portate giù a Drena. Poi Gerbina si è fermata a vivere a Drena. Per questo è detta la Cà delle Marianne. In seguito era diventata un deposito di carbonee prima della seconda guerra mondiale (non ricordo la data esatta), qualcuno l’ha bruciata così le è stato dato il nuovo nome di Cà Brusàa. La Cà Brusàa aveva tre padroni: Secondo Chiarani, Vittorino Michelotti e Primo Michelotti

3. DEL SECONDO- questo tornante è in onore di Secondo Chiarani, il custode forestale che lavorava alla costruzione della strada e che mi ha permesso di dare il nome ai tornanti.

4. DELLE FRATTE - le fratte sono dei piccoli campicelli ed in questa zona c’erano dei piccoli campi di patate che davano il nome alla località. Questo è il primo tornante a cui per scherzo, avevo dato il nome. Da qui parte una vecchia strada che si ricongiunge a Drena, lungo questo percorso si trova una vecchia calchèra,una fornace dove facevano la calce. C’è anche un vecchio faggio sul tornante.

5. MAROCH - questo è il nome della località che prende il nome dal Maroch, cioè un grande sasso che c’è sopra il tornante.

6. CASTAGNERA - è il vecchio nome della località, chiamata così perché ci sono i castagni.

7. FOOTONDO- E’sempre il nome della località e si riferisce ad un antico Foo (faggio) tondo che ora non c’è più.

8. DEL PRIMO - Questo terreno era di proprietà di Primo Michelotti, cugino di Nino che lavorava alla strada e che abitava al Maso Michelotti.

9. ANTONELLA- Era un’innamorata di Secondo

10. LUCILLA- Il terreno era di proprietà di Lucilla Michelotti, la nonna di Primo

11. BAITA DEL MICHELETTA - In questa zona si trova la baita di Luigi Bortolotti di Drena sopranominato “Micheletta”.

12. MIRAVALLE- Da questo tornante si può ammirare tutta la Valle di Cavedine, soprattutto un tempo quando non c’erano gli alberi

13. DELMALTEMPO- È un luogo particolarmente freddo, visto che da lì la neve se ne va via per ultima. Durante i lavori spesse volte abbiamo lavorato sotto la pioggia battente e una volta anche la ruspa è stata bloccata dal fango.

14. DELGINO- io non volevo che mi intitolassero un tornante, ma mi hanno costretto. Secondo, ritenendomi lodevole per la mia originale idea, ha detto scherzando che se non lo scrivevo, avrebbe buttato tutto a valle

15. BEOL DELLA GRILL - la grill (ghiro) è una bestia che assomiglia a una pantegana, solo che si arrampica sugli alberi e in inverno, per sopravvivere, mangia i semi dei larici e degli alberi.

16. CROSETTE - questo tornante segna il confine fra i Comuni di Drena, Dro e Arco

Modalità di accesso

Macchina o a piedi

Indirizzo

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